L'intensa e "occultata"  attività a Grosseto

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Nella complessa ricostruzione Priore  dello "scenario" aereo , viene ipotizzato , tra l'altro,  che durante il volo del  DC9 , nei pressi di Bologna ,si sarebbe inserito nella sua scia , un caccia militare non identificato che lo avrebbe seguito fino al disastro.

La "prova"  di  questo risulterebbe da certe irregolarità presenti sul plotting ricavato dai tabulati di Ciampino, provocate secondo il prof. Delle Mese, da questo aereo in scia. . L'ing. Giubbolini, provvisto se non di maggiori qualifiche accademiche, certamente di una esperienza in campo radar infinitamente superiore, ha dimostrato come sugli stessi tabulati, molti altri aerei che certamente non avevano nessuno in scia, presentano le stesse anomalie nella traccia del DC9.   ( Le "prove" radar dell'aereo in scia al DC9)

Obbiettivamente la presenza di questo aereo, priva di ogni altro tipo di riscontro, per le sole irregolarità del tracciato, si rivela tecnicamente inaccettabile. deve allora considerarsi solamente una molto azzardata supposizione. Ed ecco allora a dare maggior forza a questa supposizione, tutto un insieme di altre circostanze, tipo la presenza di un velivolo AWACS, di una serie di voli dall'aeroporto di Grosseto, uno dei quali dichiara "'emergenza generale", la telefonata in torre delle 20.04, gli F111, le confidenze del Sindaco di Grosseto al giornalista del "Tirreno"e dell'imprenditore Crociani a proposito del cosiddetto memoriale Naldini, e per finire, le "strane morti" di persone connesse in qualche modo a Grosseto o Poggio Ballone, Naldini/Nutarelli, Finetti, Gari, Tedoldi e  Dettori.

 

Tutte circostanze queste, che prese indipendentemente  possiedono, per le considerazioni e deduzioni riportate, una loro intrinseca dose di suggestione e credibilità. Controllando però ogni circostanza in profondità e valutando anche in base alle testimonianze e risultanze processuali  emerse in seguito, ognuna di loro appare solamente come un assieme di supposizioni e di congetture prive di riscontri.

Se in campo giuridico, può essere vero che un certo numero di indizi, concordanti e logici, possono assieme acquisire un valore equivalente ad una prova, lo stesso non si può dire per  supposizioni e congetture che numerose quanto possono essere, restano solamente tali se non è possibile trovare riscontri tali da promuoverle al ruolo più importante di indizi o prove.

 

Tra questi accadimenti   è ricompreso l'episodio Naldini/Nutarelli che, anche per la successiva morte dei due piloti nell'incidente di Ramstein e per come, in tempi diversi, è stato oggetto di campagne mediatiche,  ha acquisito una tale  alta carica di suggestività da costituire quasi sicuramente uno degli elementi che contribuiscono a formare  l'opinione che la gente ha del caso Ustica.

 

 Cronologicamente , la serie di fatti che poi portano all'interpretazione dei fatti di Grosseto e Poggio Ballone ,  inizia con tutta una serie di " rivelazioni" giornalistiche della durata di molti anni.  Queste "rivelazioni" iniziate quasi subito dopo l'incidente , venivano valutate  probabimente come semplici e fantasiose invenzioni giornalistiche dal dottor Bucarelli titolare dell'inchiesta..  Risale solo al 1988,  il forte interessamento degli inquirenti .

Nella sentenza ordinanza al Capitolo III Le attività durante la prima fase dell’istruzione (01.01.84 26.07.90) nella sezione intitolata

4. Le indagini sull’aeroporto di Grosseto e il CRAM di Poggio Ballone., a pagina 136 si legge:  

 

"A giugno dell’88 venivano raccolte le testimonianze dei giornalisti Carlo Di Rienzo e Claudio Bottinelli, che nel 1981 lavoravano per la testata giornalistica del quotidiano “Il Tirreno”.

Il primo riferiva che nel 1981 nella sede di Grosseto del “Il Tirreno” – aveva ascoltato una conversazione tra un non meglio indicato ufficiale dell’Aeronautica ed il Capo Redattore dell’epoca, Bottinelli.

L’ufficiale – dichiarava Di Rienzo – aveva riferito al Bottinelli, in relazione alla vicenda del DC9 dell’Itavia, che “vi era stato un allarme determinato dall’invasione dello spazio aereo da parte di un velivolo sconosciuto. Dall’aeroporto militare di Grosseto si erano levati in volo degli intercettori che avevano raggiunto l’aereo non identificato e dopo aver tentato di mettersi in contatto con il pilota, avevano prima esploso dei colpi e poi avevano sparato sul velivolo con dei missili”. Il giornalista continuava affermando che l’ufficiale aveva precisato che si trattava di un aereo libico che al fine di sfuggire agli inseguitori si era inserito nella rotta del DC9 che venne colpito dal missile lanciato dagli inseguitori. Il teste aveva aggiunto di essere rimasto colpito dalla vicenda e di aver proposto a Bottinelli di preparare un articolo sull’argomento. Bottinelli minimizzò il fatto, dicendo che l’avvenimento era noto a tutti (v. esame Di Rienzo Carlo, GI 07.06.88).

Le dichiarazioni rilasciate da Di Rienzo venivano in parte confermate a quest’Ufficio da Claudio Bottinelli. Questi riferiva di non poter escludere di aver avuto nel 1981 colloqui con appartenenti alla Aeronautica. Precisava comunque che a Grosseto circolava all’epoca una voce relativamente all’abbattimento del DC9 dell’Itavia. Voce che gli era stata riferita dall’allora Sindaco di Grosseto, poi deceduto, che la aveva raccolta da ambienti aeronautici. Costui, gli aveva riferito che il DC9 era stato colpito nel corso di un intervento di due caccia italiani levatisi in volo dalla base di Grosseto che avevano ricevuto l’ordine di abbattere un aereo di nazionalità libica. Il DC9 sarebbe stato colpito, nell’occasione, da un missile a testata termica, in quanto l’aereo libico avrebbe usato come schermo il DC9 (v. esame Bottinelli Claudio, GI 21.06.88).

 

Si tenga presente che all'epoca e a partire già dai primi tempi "Il Tirreno" ,  quotidiano locale toscano , aveva notevolmente contribuito con numerosi articoli a diffondere  quella campagna mediatica che proponeva le varie interpretazioni di "scenario aereo" , normale quindi che girassero "voci" in tal senso. Escusso il 07.06.88  a riferire su quanto sapeva , il giornalista narra l'episodio a cui dice di aver assistito nell'ufficio del suo capo redattore Bottinelli . Indubbiamente il colloquio  tra il "..non meglio indicato ufficiale dell’Aeronautica ed il Capo Redattore dell’epoca, Bottinelli."  , è narrato  in modo circostanziato  e i fatti che avrebbe raccontato "l'ufficiale"  talmente di peso che se effettivamente avvenuto sarebbe stato ricordato con precisione dal Bottinelli.  Appare strano quindi che il Bottinelli escusso dopo due settimane non confermi l'episodio ma dica semplicemente "di non poter escludere "  che sia avvenuto. Si consideri che se l'episodio fosse stato negato dal Bottinelli, il suo redattore sarebbe stato passibile di denuncia per falsa testimonianza.  Indicativo anche che il Bottinelli chiami in causa come fonte proprio persona che ormai non può più smentire , cioè quel sindaco di Grosseto morto in circostanze tutt'altro che misteriose ma che la tradizione leggendaria  vuole per forza iscrivere tra le "strane morti"

 

 In conseguenza e allo scopo di approfondire questo possibile spunto investigativo , gli inquirenti provvedevano a tutta una serie consistente di sequestri a di acquisizioni sia a Grosseto che a Poggio Ballone e anche altrove che permettevano di acquisire alle indagini un elevato numero di documenti tra cui: l'elenco dei voli compiuti a Grosseto   e  i tabulati delle THR di Poggio Ballone  , ambedue  naturalmente riferiti alla  sera del disastro.  Dalla lettura della sentenza ordinanza si evince quanto complesse , vaste e  dispendiose siano state le indagini compiute per seguire questo filone investigativo iniziato nel 1988 e conclusosi oltre dieci anni dopo . Risultano molte centinaia le persone chiamate a rendere per numerose volte testimonianza. Una vera indagine a tappeto nulla veniva trascurato.

 

Altra "rivelazione" giornalistica apparsa sui giornali, guarda caso,   anni dopo il disastro di Ramstein è quella del cosiddetto "memoriale Naldini"  . giudicato da Priore importante . e al  quale Priore dedica nella sentenza ordinanza  ampio spazio.

 

Per inciso una considerazione, chi approfondisce lo studio dei carteggi non può fare a meno di notare come i numerosi testimoni , si possano dividere in due categorie:

  • alla prima , la meno numerosa,  appartengono i testimoni che riferiscono fatti idonei ad accreditare lo scenario;
  • alla seconda , molto più numerosa appartengono quegli addetti ai lavori che  in  diversi modi dovrebbero aver partecipato agli avvenimenti riferiti dai primi.  e che riferiscono che di quella sera , a parte la scomparsa del DC9 , non ricordano niente di particolare o di straordinario.

 

Ebbene Priore considera i primi credibili e i secondi reticenti.

Si ritiene che se fosse successo quella sera tutto quello che Priore ha ipotizzato,   sarebbero stati avvenimenti talmente eccezionali e straordinari da non    poter essere dimenticati dai protagonisti. Ebbene , definire queste molte decine di testimoni sentiti e che dicono concordemente di non ricordare niente di particolare , solo "reticenti" appare quantomeno riduttivo. 

 

La conclusione di questo gigantesco filone  investigativo , cioè su quanto avvenuto nei cieli della Toscana non è reperibile in forma conclusiva e tutta assieme ma viene suggerito in  diversi passaggi della sentenza ordinanza .

Si parla In parti diverse oltre al già citato "memoriale Naldini"   , allo scopo di  accreditare la " battaglia" anche di tutta una serie di attività e di avvenimenti che sarebbero avvenuti , tra questi i più significativi:

 

Durante il processo tutti questi aspetti della vicenda sono stati accuraratamente esaminati e, come si evince dalle motivazioni delle sentenze, a nessuno è stato riconosciuto il  benchè minimo valore probatorio.

Da come si è svolto il processo in Corte di Assise, si intutisce inoltre che sia la Corte come l'accusa  o le difese,   hanno valutato in via preliminare , o anche durante il dibattimento ,  molti di questi aspetti così poco fondati o irrilevanti da non ritenere neanche necessario approfondirli chiamando a deporre i relativi  testimoni in dibattimento.

 

 

 

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