|
L'attivismo ITAVIA |
|
|
BOZZA
Le dimensioni della tragedia e l'assoluta straordinarietà del suo compiersi contribuiscono, già nei primi giorni, ad alimentare una notevolissima campagna mediatica. Tra le prime ipotesi giornalistiche si inizia a parlare dei problemi dell'Itavia e della scarsa manutenzione dei velivoli, alimentando questa ipotesi con interviste ad alcuni piloti della società e con la dichiarazione del deputato Corallo, che riferiva come un funzionario dell'Alitalia, alcuni mesi prima, lo avesse messo in guardia contro le carcasse volanti dell'Itavia. Evidente che un incidente di tale estrema gravità, imponesse mediante l’accertamento delle cause che lo avevano provocato, la ricerca delle eventuali responsabilità penali, che potevano essere di natura colposa , dolosa od omissiva.
Già il 3 luglio era stata presentata in Senato una mozione – primo firmatario il senatore Gualtieri - in cui tutti i gruppi non tanto si interrogavano sulle cause del disastro quanto piuttosto pronunciavano una sorta di sentenza sull’incidente, chiedendo la revoca delle concessioni all’ ITAVIA, accusata senza mezzi termini di far volare quelle che anche allora venivano comunemente chiamate “le carrette dei cieli”. Occorre riconoscere che l’ipotesi del cedimento strutturale anche se perfettamente proponibile, viste le modalità dell'incidente e i dubbi sui risparmi manutentivi della società, al momento non aveva nessun elemento oggettivo di riscontro.
Nei primi giorni, pertanto, l'attenzione della stampa si focalizzava in prevalenza sull' ipotesi del cedimento strutturale. Naturale quindi che proprio a causa di queste pesanti accuse, tali da far paventare colpe per disastro colposo a carico della compagnia esercente dell’aereo, che iniziarono un certo numero di azioni a difesa per allontanare questa possibilità. Il presidente Itavia, Davanzali, nominava subito una propria Commissione con il compito di accertare quanto avvenuto. Comprensibile che il compito primario di questa Commissione fosse invece di allontanare i sospetti di cedimento strutturale per privilegiare altre ipotesi.
Le indagini e le azioni Itavia, come reazione alle ingiustificate illazioni, si orientarono pertanto fino dal primo momento per:
Di notevole aiuto per acquisire elementi, per richiedere particolari investigazioni e forse anche per contribuire ad orientare le indagini, la presenza nella Commissione Luzzati del funzionario Itavia , Ing. Cucco anche se con l'incarico solamente di osservatore. In questa operazione, l'Itavia si trovava a fianco altri soggetti con lo stesso interesse, come il R.A.I e la società Douglas, che in un modo o nell'altro avrebbero anche loro preferito che sull'ipotesi del cedimento, non si facessero ulteriori congetture.
Le voci di traffico militare
Dalla lettura degli atti si ha la sensazione che l'Itavia abbia contribuito fino dal primo momento almeno in parte, alla creazione della notizia del traffico americano, o comunque anche se non ha contribuito alla creazione, ha notevolmento agito per accreditarla e diffonderla. Dalla lettura degli atti e delle testimonianze, si apprende che questa notizia circolava già nei primi momenti sia nella sala controllo della RIV che in ambito Itavia. Credibile che si trattasse di una delle tante ipotesi o illazioni che è normale inizino a diffondersi nella immediatezza di un incidente della natura come il nostro.
Evidente che fino dal primissimo momento tutti, sia in sala controllo della Riv che negli uffici Itavia, si chiedessero che cosa potesse essere successo. Ognuno degli addetti ai lavori, a seconda del proprio compito, oltre ad essere colpito e rattristato per l 'accaduto, cercava anche di capire se in un modo o nell'altro potesse eventualmente avere qualche forma di colpa o di responsabilità nell'incidente. E, anche comprensibile, che ognuno, anche inconsciamente, tendesse a dare meno credibilità alle ipotesi che potevano far intravvedere proprie responsabilità.
Quindi è del tutto giusto e naturale che subito, qualcuno pensasse ad una collisione . Normale che si ricercassero notizie in questo senso. Ma il passo, tra ricercare delle notizie e contribuire invece a creare e diffond3ere le voci che esistesse del traffico estraneo, è molto breve. Alcune testimonianze di personale Itavia riferiscono che nei loro uffici si parlava e si dava molto credito a queste voci, anche se nessuno ha voluto o potuto indicare nulla che potesse aiutare a rintracciare la loro origine. L'unico episodio che testimonialmente potrebbe far pensare a un tentativo di diffusione di notizie false è quello che riguarda i due comandanti Chiapelli e Lucioli di cui si può leggere in dettaglio nella relativa pagina. Non risulta però, ma non si può escludere, che quanto riferito nel 92 agli inquirenti, di aver visto cioè la stessa sera questi traffici estranei su una specie di playback su uno schermo della RIV. sia stato ad arte diffuso nei primi momenti in ambito Itavia.
Indizi di traffici estranei dalle tracce radar
Naturale che allora si ricercassero sulle registrazioni radar delle conferme ai traffici estranei di cui si vociferava.
alla presenza di , già dalle prime ore, grazie a questa voce che girava alle indagini radar è stata data una importanza probatoria superiore a quella che probabilmente i tabulati avrebbero dovuto avere. Vi è stato infatti un reciproco influenzarsi tra le due cose. Le voci riferivano di un traffico, i tecnici che hanno analizzato i tabulati, di queste voci non hanno trovato conferme , ma neanche con i soli dati radar erano in grado di smentirle. Anzi ogni anomalia poteva suggerire ed essere usata per le più varie interpretazioni.
In pratica nei primi mesi l'Itavia agisce su due diversi filoni, l'uno è quello dell'analisi radar , per evidenziarie la presenza di altri aeroplani, l'altro è quello del tentativo di mettere in evidenza riscontri che potessero indirizzare verso l'ipotesi missile.
Da alcune altre circostanze, appare evidente
L'episodio dei due comandanti Itavia, Chiapelli e Lucioli, rispettivamente Presidente e membro della Commissione Itavia, può far pensare a un loro ruolo attivo sia nel confermare le voci, che nella forzata interpretazione dei dati radar, di cui in Commissione si era occupato con la collaborazione del Cucco e di altri, proprio il Lucioli. Anche nella Commissione Luzzati, che tramite il Cucco, era a conoscenza di queste interpretazioni, e forse anche da questa influenzata, venne trovata in questo senso una incondizionata adesione specialmente dai rappresentanti del RAI, ing Bosman e della Douglas Sig. Lund che in modo del tutto personale, senza averne nè il mandato nè la necessaria competenza effettuarono un loro studio proprio sui dati radar.
Ud.09.02.2001 assolutamente. PUBBLICO MINISTERO NEBBIOSO: specificamente, la fonte è sempre il verbale del 24 febbraio ’92, sul punto lei disse: “Ho sentito dire che aveva telefonato durante la notte un Colonnello americano da Bagnoli e che costui avrebbe detto che gli americani non c’entravano per niente”. Ricorda questa circostanza? TESTE CAPPABIANCA FRANCO: eh... sì, adesso che me l’ha ricordata sì. Cioè se... non, non ricevetti io la telefonata, mi dissero che era arrivata una telefonata di questo tenore. Io non... PUBBLICO MINISTERO NEBBIOSO: “mi dissero” è in grado di ricordare... TESTE CAPPABIANCA FRANCO: no. PUBBLICO MINISTERO NEBBIOSO: ...chi le disse, chi le riferì una circostanza del genere? TESTE CAPPABIANCA FRANCO: no, perché so che, appunto, questa telefonata era... era diretta all’Avvocato Davanzali e credo che, che arrivasse all’Ufficio del Coordinamento Operativo dove faceva capo diciamo tutto lo smistamento delle notizie, eccetera, che arrivavano, ma più di tanto non ricordo. PUBBLICO MINISTERO NEBBIOSO: lei è mai stato sentito dalla Commissione Luzzatti? TESTE ... che qualcuno avesse già... TESTE CAPPABIANCA FRANCO: fatto delle ipotesi? PRESIDENTE: ...no, avesse già visto i tracciati radar? TESTE CAPPABIANCA FRANCO: mah... se non mi ricordo male qualcuno li vide sul... proprio sullo schermo, cioè vide la rappresentazione... cioè non i dati tabulati, vide la rappresentazione sullo schermo radar del... del fatto. PRESIDENTE: e chi e quando? TESTE CAPPABIANCA FRANCO: eh, questo non
Le indagini Itavia sulle tracce radar
Le indagini sulla scheggia ritrovata durante l'autopsia di una passeggera.
L’ipotesi di abbattimento da missile si affacciava la prima volta sul quotidiano Il Tempo del 29 giugno 80, ma soltanto per escluderne l'attendibilità; mentre, su Paese Sera del 30 giugno se ne riferiva collegandola ad aereo militare in una esercitazione NATO. Ipotesi, questa, che ritornava sui mezzi d’informazione di tanto in tanto fino ad acquistare più vigore a seguito delle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal presidente dell'Itavia, Davanzali, ed al Parlamento dal Ministro dei Trasporti, Formica, a dicembre del 1980.
|
|
|
|
|
Lavori in corso . Pagina in revisione- Il sito è in continua
costruzione e completamento. Per gli amici e tutti coloro che
vogliono essere avvisati con una mail delle novità e dei
nuovi inserimenti sul sito , inviare la mail che compare premendo
|
|
|
|
|
|
|
|