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Ustica è il nome della bella isola siciliana, però da quando il DC9 I-TIGI della compagnia Itavia si inabissa nel Tirreno il 27 giugno del 1980, ha perso la sola connotazione di semplice toponimo per evocare nell'immaginario collettivo i concetti del "mistero d'Italia", della strage, del complotto che istituzioni deviate dello Stato avrebbero organizzato per nascondere la battaglia aerea nella quale il DC9 sarebbe rimasto coinvolto. Nonostante che le risultanze processuali abbiano dimostrato l'inesistenza e l'indimostrabilità di questo scenario di guerra, il nome Ustica evoca ormai per la maggior parte della gente, il luogo dove nel 1980 si sarebbe svolta questa fantomatica battaglia. Per queste ragioni abbiamo inserito nel logo del sito due aerei militari. |
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Il caso Ustica |
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Il caso Ustica rappresenta sotto diversi aspetti tutti i caratteri della eccezionalità. Le lunghissime investigazioni e l'ingente massa di risorse umane e finanziare impiegate hanno consegnato alla storia una ricostruzione dei fatti controversa e per molti aspetti contraddittoria.
In una prima fase investigativa, gli inquirenti tentano senza risultati di accertare la causa dell'incidente. Successivamente a giustificare la sostanziale mancanza di risultati accusano i vertici dell'Aeronautica e una cinquantina di militari. di una estesa opera di occultamento e depistaggio compiuta per impedire che la verità dei fatti venisse accertata. In questa seconda fase vengono privilegiate le indagini per trovare le prove di depistaggio e occultamento piuttosto che per dimostrare le cause dell'incidente.
Al termine dell' istruttoria , i Pubblici Ministeri ritengono provato che il DC9 sia precipitato a seguito di una esplosione, dovuta con maggiori probabilità ad una bomba a bordo e con minori ad un missile. Nel primo caso, fatto terroristico, nel secondo operazione militare. Con una certa contradditorietà, ritenendo più probabile la pista terroristica, proponevano comunque il rinvio a giudizio dei militari.
La conseguente sentenza-ordinanza del Dottor Priore, non accettava le conclusioni dei P.M. affermando che il DC9 era invece stato coinvolto in una battaglia tra aerei militari a seguito della quale precipitava per "quasi collisione". Questa ipotizzata ricostruzione dei fatti, quindi niente bomba e nessun missile, non poteva essere sufficientemente circostanziata e maggiormente provata per l'ipotizzata opera di occultamento e depistaggio fatta dall''Aeronautica. In conclusione disponeva un non luogo a procedere contro gli autori della strage perchè ignoti. Rinviava a giudizio invece i vertici dell'Aeronautica del tempo, nelle persone dei generali Bartolucci Ferri, Melillo e Tascio assieme a diversi altri miltitari di vari gradi, tutti ritenuti responsabili di essersi adoperati, in vari modi, della ipotizzata vasta operazione di occultamento della verità.
Il processo relativo in Corte di Assise, e i successivi gradi di giudizio, fino alla Cassazione, che ricordiamo dovevano accertare la responsabilità degli imputati in ordine alle accuse di "alto tradimento", depistaggio, ecc. e solo indirettamente e in funzione di queste responsabilità, approfondire le cause della caduta del DC9, dopo una puntigliosa e capillare ricostruzione dei fatti , migliaia tra testimoni, periti, esperti che hanno deposto in dibattimento, dopo i tre gradi di giudizio, hanno mandato assolti tutti gli imputati con la formula più ampia.
La decisione giudiziaria con le sentenze oltre a mandare assolti i militari stabilisce anche, nelle motivazioni, che la ricostruzione dell'accusa è da rifiutare per "mancanza assoluta di prove" e che tutto lo "scenario" della battaglia aerea , per provare il quale sono state dedicate una ingentissima quantità di risorse umane e materiali deve essere considerato pertanto a tutti gli effetti una semplice ipotesi istruttoria del Giudice Istruttore priva di riscontri. |
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Il sito strageustica.it |
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E allora tutto dovrebbe secondo logica far concludere che la "battaglia" sia inesistente e che sia solamente una suggestiva supposizione creata dal concorso e dalle reciproche influenze di inquirenti, media, opinione pubblica, nonchè da ben precisi interessi economici ed ideologici.
Ma il comune sentire è invece in maggioranza perfettamente convinto della sua esistenza. Battaglia aerea deve essere, anche se tutt'altro che provata.
In questa contraddizione tra quanto risulta dai milioni di pagine degli atti e accertato nelle aule di Giustizia, e quanto è creduto da quasi tutti, l'eccezionalità del caso Ustica.
Dopo il recupero del relitto, quando erano disponibili gli elementi necessari per far luce su quanto accaduto, la commissione cosiddetta Misiti, composta anche da esperti internazionali dopo anni di indagini ha concluso ritenendo quella della bomba l'ipotesi da accettare. Le indagini avrebbero potuto fermarsi a questo punto. Ma ormai da molti anni prima del deposito delle conclusioni Misiti, erano state privilegiate le indagini per provare quel complotto che i processi in seguito hanno ritenuto essere inesistente. Troppa era già stata la strada percorsa da inquirenti e media per demonizzare i militari e perseguitare i suoi uomini, per accettare le conclusioni Misiti. Le indagini proseguirono pertanto continuando a privilegiare l'indagine sui complotti piuttosto che quelle per ricercare le cause.
Ancora oggi si assiste ad affermazioni di diversa provenienza che a gran voce chiedono di "aprire" quei cassetti dove è conservata la verità di Ustica. A nostro avviso questi cassetti non esistono. Perchè l'incidente di Ustica, tanto tragico quanto straordinario, a causa della convergenza di vari interessi, anche economici, si vuole che resti tra i "misteri d'Italia". La verità non è celata in qualche misterioso "cassetto", essa è disponibile nei milioni di pagine che documentano il caso.
Quindi anche se I fatti riportati negli atti e le verifiche dibattimentali non permettono di dimostrare con maggiore sicurezza di quanto ha stabilito la Commissione Misiti la causa della tragica caduta del velivolo, essi però permettono di dimostrare, l'inconsistenza delle altre ipotesi.
Per queste ragioni, volutamente, abbiamo preferito dedicarci allo studio delle cause che non hanno potuto provocare l'incidente , perchè allo stato attuale delle cose, probabilmente la causa che lo ha provocato non potrà più, ormai essere accertata con una sicurezza maggiore di quella che i maggiori esperti nel campo , hanno indicato.
Nel sito sono raccolti e organicamente consultabili i documenti ufficiali dai quali è possibile trarre quei fatti che possono consentire a chi legge di farsi una propria opinione, anche se diversa da quella corrente. |
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Lavori in corso e aggiornamenti |
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Molte
delle pagine del sito sono incomplete, talvolta
semplici bozze da completare, talvolta esse
vengono radicalmente cambiate. L'autore si
scusa di questo con il lettore, facendo presente
che queste pagine sono il risultato delle ricerche
fatte e che continuano ancora. Quindi il sito è in
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